L'esperta risponde - Ho sentito che con il 2026 è entrato in vigore il Nuovo Codice degli incentivi: come impresa ho degli effetti diretti?
La risposta breve è: sì, ma soprattutto dalla prossima domanda di contributo in poi. Il Codice non vi chiede adempimenti immediati e non modifica i contributi che avete già ottenuto. Cambia invece il modo in cui i nuovi bandi vengono scritti e gestiti, e quindi il modo in cui la vostra cooperativa dovrà prepararsi.
Di cosa parliamo
Si tratta del decreto legislativo 184/2025. È in vigore dal 1° gennaio 2026, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 286 del 10 dicembre 2025. L'obiettivo è semplice: fino a ieri ogni ente scriveva i bandi a modo suo, con regole, moduli e piattaforme diverse. Il Codice fissa regole comuni per tutti.
Cosa cambia in pratica per le imprese
Il primo effetto è che i bandi si somiglieranno di più. Il Ministero delle Imprese ha approvato il "bando-tipo" con un decreto del 18 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta il 17 luglio. In concreto, ogni avviso dovrà avere una struttura comune su beneficiari, investimenti, spese, criteri di selezione, erogazione, controlli e revoche. Per una piccola cooperativa è una buona notizia: saprete dove cercare le informazioni che contano e sarà più difficile incappare in errori formali.
Il secondo effetto riguarda i comportamenti "virtuosi". Legalità, parità di genere, inserimento lavorativo delle persone con disabilità e occupazione giovanile e femminile potranno essere premiati con una quota di fondi riservata, un contributo più alto o un punteggio aggiuntivo. Se non avete ancora il rating di legalità o la certificazione di parità di genere, vale la pena valutarli.
Il terzo effetto richiede attenzione. Il Codice rafforza la tutela dell'occupazione: i bandi possono prevedere la revoca totale o parziale del contributo in caso di riduzioni del personale non giustificate. Prima di firmare, leggete bene gli obblighi che vi impegnate a rispettare negli anni successivi.
Cosa non cambia
Il Codice non si applica agli incentivi fiscali automatici, cioè quelli senza valutazione del progetto, né agli incentivi contributivi. Resta invariato anche il regime de-minimis, con il suo tetto di 300.000 euro nei tre anni.
E in Trentino?
Questo è il punto che interessa di più le nostre cooperative. Il Codice si applica anche nelle province autonome di Trento e di Bolzano, ma compatibilmente con lo Statuto di autonomia e le relative norme di attuazione. Significa che i contributi provinciali, a partire da quelli della legge provinciale 6/2023 “Interventi a sostegno del sistema economico trentino”, continuano a seguire le proprie regole, mentre la Provincia sarà chiamata ad allinearsi progressivamente ai principi nazionali. Nel breve periodo quindi il cambiamento sarà più visibile sulle misure statali.
Cosa conviene fare adesso
Tenete aggiornati i documenti di base: visura, bilanci depositati, DURC regolare, firma digitale del legale rappresentante. Controllate sul Registro Nazionale Aiuti quanto spazio vi resta nel de-minimis prima di presentare nuove domande. Se nei vostri modelli, contratti o dichiarazioni compare ancora il vecchio decreto 123/1998, sostituito dal Codice, è il momento di aggiornarli.
In sintesi, il Codice non è un nuovo obbligo ma un cambio delle regole del gioco: chi arriva preparato ne avrà un vantaggio. Per capire come si applica al vostro caso concreto, il nostro ufficio è a disposizione.