L’arte di amministrare una cooperativa
Amministrare una cooperativa è un’arte. Un’arte complessa, esigente, che richiede competenze persino superiori rispetto a quelle necessarie per guidare un’impresa tradizionale orientata esclusivamente alla massimizzazione dell’utile.
Governare una cooperativa significa saper coniugare efficienza ed etica, risultati economici e bene comune, sostenibilità finanziaria e finalità mutualistiche. Significa muoversi in un equilibrio delicato, dove le leve classiche dell’impresa – aumentare i ricavi e contenere i costi – non possono essere applicate in modo meccanico o neutro.
In una cooperativa, ad esempio, il lavoro è davvero solo un costo? O non è piuttosto un valore da generare e redistribuire? Nelle cooperative di lavoro la risposta è chiara: l’obiettivo stesso dell’impresa è creare lavoro dignitoso, equo, sicuro, capace di garantire autonomia, stabilità e qualità della vita alle persone. È questo che rende l’amministrazione cooperativa più complessa e, allo stesso tempo, più profondamente significativa.
Governare scelte orientate alla mutualità
Le decisioni di chi amministra una cooperativa non sono mai neutrali. Sono scelte orientate a fini mutualistici interni ed esterni all’impresa, che incidono non solo sull’organizzazione, ma sull’intera comunità di riferimento.
Per questo oggi è sempre più evidente quanto siano necessarie competenze specialistiche, capacità di lettura dei contesti economici, sociali, ambientali e normativi, ma anche consapevolezza del proprio ruolo. Il consiglio di amministrazione è l’organo di governance chiamato ad assumere la responsabilità delle decisioni strategiche, rispondendo all’organo sovrano: l’assemblea dei soci.
Accanto alle competenze, però, serve anche coraggio. Il coraggio degli imprenditori e delle imprenditrici sociali: persone che scelgono di agire non per un tornaconto individuale, ma per il bene di una comunità più ampia. Un’imprenditività che spesso chiede di saper “buttare il cuore oltre l’ostacolo”, mantenendo le orecchie sempre attente ai bisogni, che cambiano nel tempo e nello spazio.
La sfida del passaggio generazionale
Una delle grandi sfide che la cooperazione sta attraversando riguarda il passaggio generazionale. Non si tratta solo di succedere a chi è ora in carica, ma di innovare: guidare la transizione economica, sociale, ambientale e digitale che stiamo vivendo, reinterpretando le fondamenta della governance cooperativa.
In particolare, è necessario ripensare e rafforzare la sua natura democratica, trovando nuove modalità per rendere viva, concreta e significativa la partecipazione dei soci e delle socie. Senza partecipazione, la cooperativa perde la sua anima.
Formazione come leva strategica per una governance responsabile
Se amministrare una cooperativa è un’arte, allora la formazione ne è uno degli strumenti fondamentali. Non una formazione episodica, ma un investimento strutturale sulla qualità della governance, sulla capacità di assumere decisioni responsabili oggi e di preparare quelle di domani.
Come Area Formazione e Cultura Cooperativa perseguiamo due direttrici complementari, che rispondono a un’unica visione: accompagnare chi governa l’impresa cooperativa nel tempo e nelle diverse fasi del suo ciclo di vita.
La prima direttrice è rivolta ai consigli di amministrazione in carica. Le proposte formative sono, per loro natura, cucite su misura sul singolo cda: tengono conto del settore, della dimensione della cooperativa, delle sfide specifiche e delle competenze già presenti. L’obiettivo è attivare un processo di formazione continua: si parte da un corso, ma si lavora per mantenere viva nel tempo la crescita degli amministratori e delle amministratrici, rafforzandone consapevolezza, responsabilità e capacità di lettura del contesto.
Questo percorso si inserisce nel progetto di sistema “Amministrare Responsabilmente”, sostenuto dalla Legge Regionale 15/88, che mira a rafforzare le competenze degli attuali organi di governance e, al contempo, a sostenere un convinto e strutturato lavoro di passaggio generazionale. Un passaggio che non può essere lasciato al caso, ma che va preparato, progettato, accompagnato e curato.
La seconda direttrice guarda invece al futuro della cooperazione. Si tratta di un percorso strutturato e intercooperativo, pensato per avvicinare futuri amministratori e future amministratrici, o persone da poco elette, che si preparano ad assumere ruoli di responsabilità. Giovani non solo in senso anagrafico, ma donne e uomini che credono nella cooperazione e che sono disposti ad apprendere competenze, ma soprattutto a esercitare una imprenditività sociale capace di visione, ascolto e coraggio.
Accanto a questi percorsi, negli anni sono emerse anche esperienze particolarmente virtuose: consigli di amministrazione avveduti e lungimiranti che hanno scelto di attivare, all’interno della propria base sociale, percorsi di preparazione per potenziali futuri amministratori e amministratrici. Iniziative che rafforzano la partecipazione, costruiscono consapevolezza diffusa e rendono concreto il principio democratico. Anche questa è un’opportunità che, come Area Formazione e Cultura Cooperativa, sosteniamo e accompagniamo convintamente.
Mezzi e fini: non invertire la rotta
La cooperativa è un mezzo. La giustizia sociale è il fine. Tenere sempre chiara questa distinzione, senza mai invertire mezzi e fini, è ciò che consente alla cooperazione di rimanere fedele alla propria missione: essere al servizio di comunità eque, sostenibili, attente alle persone, all’ambiente e alle future generazioni. Comunità dove il benessere sia misurabile anche come “essere bene”.
Come ricorda ancora oggi il Rapporto Brundtland del 1987, Our Common Future, “lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che riesce a soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.”
È questa la bussola che deve guidare anche l’arte – impegnativa e necessaria – di amministrare una cooperativa.
Esempi di formazione per chi siede in cda
Per i cda, la formazione è su misura
Un percorso formativo che affronti le tematiche di maggiore interesse per il consiglio di amministrazione della propria cooperativa, svolto con le modalità e i tempi più congeniali alla partecipazione dei e delle consigliere. È, in sintesi, “Amministrare responsabilmente un’impresa cooperativa”, la proposta che l’Area Formazione e Cultura Cooperativa della Federazione ha progettato per offrire opportunità di formazione continua e su misura agli organi di governo delle associate.
Sono già una trentina le cooperative che hanno attivato un percorso formativo di questo tipo, che rientra tra le proposte finanziate dalla L.R. 15/88 “Promozione e sviluppo della cooperazione, dell’educazione e dello spirito cooperativi” e, quindi, consente alle imprese iscritte potranno ottenere agevolazioni economiche. Inoltre, è prevista la possibilità di realizzare corsi interaziendali, con la partecipazione di cda di più cooperative dello stesso settore o territorio.
Entrare in cda preparati
Il percorso “Prepararsi ad amministrare un’impresa cooperativa” è rivolto a coloro che desiderano candidarsi al cda della propria cooperativa o che hanno da poco assunto il ruolo di amministratore e amministratrice. Organizzato in collaborazione con le associazioni Giovani Cooperatori Trentini e Donne in Cooperazione, il corso si propone di supportare i candidati e i neoeletti amministratori e amministratrici nella comprensione del proprio ruolo e delle proprie responsabilità come rappresentanti della compagine sociale. A marzo partirà una nuova edizione. Chiusura iscrizioni: 24 febbraio 2026