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13 luglio 2026
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L'esperto risponde - Come gestire ai fini IVA una fattura ricevuta da un fornitore estero?

Abbiamo chiesto ai nostri consulenti di rispondere alle domande più gettonate. Risponde Lorenzo Volterrani, della Consulenza Fiscale - Area Servizi Integrati
Non esiste un trattamento unico. La gestione IVA di una fattura ricevuta da un fornitore estero dipende da due elementi: la natura dell’operazione (beni o servizi) e la provenienza del fornitore (UE o extra-UE). La prima domanda da porsi non è da dove arriva la fattura, ma che cosa si è acquistato: per i servizi la distinzione UE/extra-UE non comporta una sostanziale differenza, mentre per i beni è decisiva.
Quando una cooperativa acquista beni o servizi da un operatore estero, il primo passo è individuare il luogo di tassazione dell’operazione: è questo che determina chi deve assolvere l’imposta. Nella maggior parte dei casi l’IVA non viene applicata dal fornitore estero, ma deve essere gestita direttamente dal soggetto italiano.

Assolvimento dell’IVA tramite il reverse charge: integrazione o autofattura

Quando l’operazione è rilevante in Italia, il meccanismo ordinario è il reverse charge: il fornitore estero emette una fattura senza IVA e il soggetto italiano fa emergere l’imposta. Per gli acquisti da fornitori UE si procede con l’integrazione della fattura ricevuta, mentre per i servizi da fornitori extra-UE con l’autofattura. La base normativa cambia: gli acquisti intracomunitari di beni seguono gli artt. 38 e ss. del D.L. 331/1993, mentre i servizi e i beni già presenti in Italia da fornitore non residente rientrano nell’art. 17, comma 2, del d.P.R. 633/1972. In ogni caso il documento va registrato sia tra gli acquisti sia tra le vendite: è questa doppia registrazione a neutralizzare l’imposta, esposta contemporaneamente sia a debito che a credito senza impatto economico.

I codici documento: TD17, TD18 e TD19

A seconda della tipologia di operazione cambia il documento da utilizzare per l’integrazione elettronica. Nel caso di prestazioni di servizi, indipendentemente dal fatto che il fornitore sia UE o extra-UE, si utilizza il TD17. Per gli acquisti di beni intracomunitari si ricorre al TD18, mentre il TD19 si impiega per gli acquisti di beni già presenti nel territorio italiano da un fornitore non residente (ad esempio gli acquisti da soggetti non residenti identificati in Italia). Resta invece estranea a questo schema l’importazione di beni da Paesi extra-UE, che sconta l’IVA in dogana tramite la bolletta doganale. Si tratta di una distinzione non meramente formale, che incide direttamente sulla corretta gestione dell’imposta e sugli adempimenti verso l’Agenzia delle Entrate.

Tempistiche ed esterometro

Come regola generale, l’integrazione o l’autofattura va effettuata entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione del documento e trasmessa in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI); tuttavia, tale regola subisce delle deroghe per particolari categorie di acquisti.
Questi codici sono legati a una novità importante: dal 1º luglio 2022 il vecchio esterometro è stato sostituito proprio dall’invio allo SDI dei documenti TD17, TD18 e TD19. Integrando correttamente la fattura e trasmettendola, il soggetto passivo assolve in un solo passaggio sia l’obbligo IVA sia quello comunicativo.

Gli errori più frequenti

Gli errori che si presentano con maggiore frequenza derivano spesso dalla sottovalutazione di alcuni adempimenti chiave: l'omessa integrazione delle fatture comunitarie, l'attribuzione di un codice documento sbagliato e la compilazione carente dei registri IVA. Si tratta di criticità tutt'altro che marginali, perché si riflettono direttamente sulla liquidazione dell'imposta e rischiano di tradursi in rilievi da parte dell'Amministrazione finanziaria.

In conclusione, trattare correttamente le fatture estere è una questione di metodo e di lettura attenta della disciplina IVA. Tutto comincia dal saper distinguere i beni dai servizi e, limitatamente ai beni, le operazioni intracomunitarie da quelle extra-UE: è da questa prima qualificazione che dipendono il meccanismo da adottare, il codice documento da indicare e i termini da rispettare. Seguite con rigore, queste regole consentono di gestire l'imposta preservandone la neutralità economica e tenendo insieme gli obblighi formali e quelli temporali.

Autore: Redazione